CopSC2012Si sono appena spente le luci dell’ultima edizione del Premio Internazionale «Sport Civiltà» ed è già tempo di bilanci, di programmi ma dato che «qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure», come cantava Francesco De Gregori, è bello anche prendersi ancora qualche minuto o qualche giorno per sfogliare i momenti più belli di una manifestazione unica. Unica, non a caso, perché chi riceve il premio «Sport Civiltà» sa che non lo riceve solo per quanto fatto sul campo, sui giornali, in televisione, ma anche, e soprattutto, per quello che ha fatto nella vita, per il carattere, per il suo essere. Ricevere un riconoscimento così prestigioso in uno scenario come il Teatro Regio di Parma, poi, arricchisce ancora di più una manifestazione che lentamente è cambiata e si è «trasformata», sempre più, in uno spettacolo. Merito del regista Marco Caronna se ancora una volta il pubblico presente al Regio e il pubblico da casa,  grazie alle riprese di Tv Parma, ha potuto stupirsi e tornare bambino, affascinato da tutti quei particolari che hanno arricchito la trentaseiesima edizione di una premiazione, organizzata dalla sezione di Parma dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport, giunta al quarantaseiesimo anno dalla fondazione e guidata da Corrado Cavazzini, che ormai è entrata nel cuore di tutti. E ci sarà un perché se è entrata nel cuore di tutti, così come ci sarà un motivo se anche l’edizione del 19 novembre scorso, presentata ancora una volta dalla «squadra» affiatata composta dai giornalisti Massimo De Luca e Francesca Strozzi, è stata un successo. Un successo sudato, voluto e cercato perché mettere in scena «Sport Civiltà» non è poi così semplice come si possa pensare, perché ci vuole coraggio a bussare alle porte di possibili sostenitori in un momento economico così difficile, perché lavorare con signori professionisti comporta anche alzare il livello di impegno di tutti quelli che operano volontariamente alla realizzazione del premio come il comitato organizzatore gestito dai tre Vice Presidenti dei Veterani di Parma (Renato Amoretti, Paolo Gandolfi e Corrado Marvasi), perché scegliere gli stessi premiati non è un compito così «secondario» e la Giuria, presieduta da Vittorio Adorni con la supervisione dei due vicepresidenti Massimo De Luca ed Evelina Christillin e coordinata dal segretario generale del premio Bruno Walter Fassani, ha dovuto fare un grande lavoro per selezionare chi ha saputo coniugare lo sport con civiltà. E il risultato è stato quello che abbiamo visto: un intenso spettacolo ben riuscito…

La trentaseiesima edizione, infatti, si è aperta con la prima esibizione degli Evolution Dance Theatre, un gruppo di ballerini noti in tutto il mondo per la loro bravura nel saper giocare con luci ed ombre a tempo di musica. Un momento toccante e a sorpresa, prima dei saluti iniziali del nostro Presidente Corrado Cavazzini che, incalzato sapientemente da Massimo De Luca, ha ringraziato e ha simbolicamente dato il via alla manifestazione. L’entrata in scena della conduttrice Francesca Strozzi che, insieme a De Luca, ha lanciato il primo video, ha «accompagnato» il pubblico alla prima premiazione, che riguardava il giornalista Auro Bulbarelli. Le immagini di ormai storiche telecronache di ciclismo fatte dallo stesso Bulbarelli hanno arricchito l’intervista condotta sapientemente da Massimo De Luca, che ha rasentato la commozione quando è stato citato il grande Marco Pantani, scomparso da anni, e che ha emozionato quando è stato citato il «nostro» Adriano Malori che, allo scorso Giro d’Italia, è stato Maglia Rosa per un giorno. Dopo la consegna del premio «Premio Radio Televisione» all’attuale Vice Direttore di Rai Sport, Auro Bulbarelli, da parte del Direttore Generale di Banca Monte Parma Carlo Berselli, un video con le immagini più vincenti e recenti della Nazionale italiana di calcio ha preceduto l’ingresso in scena di Giancarlo Abete, Presidente Nazionale della Figc, la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Durante l’intervista, Abete non ha mancato di ringraziare tutta la città di Parma per l’omaggio, ricevuto dalla Nazionale allenata da Cesare Prandelli (premiato con la «Benemerenza Sportiva» a «Sport Civiltà» nel 2007) in occasione della partita amichevole con la Francia, disputatasi cinque giorni prima proprio allo stadio Tardini e il pubblico del Regio ha dimostrato di aver apprezzato. Subito dopo la consegna del premio «Dirigente» a Giancarlo Abete da parte del Presidente della Dallara Automobili, Gian Paolo Dallara, la manifestazione ha avuto un altro intenso intervallo artistico, grazie agli Evolution Dance Theatre, che, hanno portato in scena un pallone fluorescente e dato via a splendidi giochi di ombre e luci. Da Abete al momento «pallone fluorescente» per rimanere in tema di calcio, grazie alla premiazione di Arrigo Sacchi: «chiamato» da un video travolgente, che ha ripercorso i momenti più belli del Milan degli olandesi (Rijkaard, Gullit e Van Basten), della Nazionale di calcio vice campione del mondo ad Usa 1994 e il ritorno ai campionati di serie A, nuovamente con la società rossonera e poi con il Parma (squadra che l’aveva lanciato molti anni prima), Sacchi ha ripercorso la sua carriera, grazie al colloquio con Massimo De Luca. Arrigo Sacchi, attualmente giornalista sportivo, opinionista televisivo e Coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili dell’Italia, ha ricevuto il premio «Una Vita per lo Sport» dal Professor Roberto Delsignore, Presidente di Fondazione Monte di Parma. Una breve pausa musicale, suggellata dallo splendido timbro vocale del cantante Giò Di Tonno, già vincitore a Sanremo, qualche anno fa, insieme a Lola Ponce, e protagonista in queste settimane del programma condotto da Carlo Conti su Rai uno, «Tale e Quale Show» (dove, tra l’altro, ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza nella seconda edizione), ha introdotto la successiva premiazione: Giò Di Tonno, accompagnato al pianoforte dal maestro Alessandro Nidi e da un quartetto d’archi, infatti ha intonato, una delle prime volte in pubblico senza il trucco da «Bestia», «Bella», tratta dal «Notre Dame» di Riccardo Cocciante, dedicandola ad una delle due «Atlete dell’Anno», Kiara Fontanesi. Kiara con la «k», bella e grintosa ragazza parmense, ha vinto, da pochi mesi, oltre al titolo italiano, anche il campionato mondiale di motocross femminile, prima italiana nella storia di questa disciplina votata «al rosa»: a premiarla e a renderle omaggio è stato Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma dal maggio di quest’anno. Calano nuovamente le luci sul palco del Regio. Per introdurre il vincitore del «Premio Stampa», Beppe Severgnini, infatti, il giornalista Massimo De Luca si mette a scrivere con la macchina tipica degli anni passati e, magicamente, oltre al «rumore» dei tasti, sonorizzati dal maestro Alessandro Nidi, compare un testo sul maxischermo: è un piccolo ma significativo stralcio preso dal «Manuale dell’imperfetto sportivo», scritto dallo stesso Severgnini, che pian piano entra in scena, emozionato e gioviale com’è nel suo stile. Una bella chiacchierata con i conduttori e il tempo sembra quasi volare, tra Inter, calcio, sport e di tutto e di più, data la grande cultura di quest’uomo, premiato dal Direttore di «Gazzetta di Parma» e «Radio – Tv Parma», Giuliano Molossi. La terza emozionante esibizione degli Evolution Dance Theatre ha chiuso la prima parte dello spettacolo e dato il via ad una serie di nuove premiazioni, ovvero Josefa Idem, Jessica Rossi e il Barilla Blu Team. Una leonessa della canoa, con otto olimpiadi alle spalle, compresa la recente Londra 2012, che l’ha catapultata, in testa come record di presenze ai giochi olimpici, unica donna, insieme ai fratelli D’Inzeo: sì, Josefa Idem, nata in Germania ma «italianissima» da più di vent’anni, meritava proprio il premio «Ambasciatori dello Sport», che le ha consegnato il Presidente della Giuria del Premio, Vittorio Adorni, e meritava pure un video così intenso che mostrasse tutta la sua grinta (e la grinta di Giampiero Galeazzi nel farne la telecronaca della gara!). Ha scherzato anche su questo, Josefa Idem, di una semplicità straordinaria: «E’ da più di dieci anni – ha detto la medaglia d’oro a Sydney 2000, che può vantare qualcosa come ventotto anni (ventotto!) di carriera alle Olimpiadi, avendo iniziato a Los Angeles 1984 e concluso lo scorso agosto a Londra – che vinco premi alla carriera ma ho sempre continuato ad andare in canoa». E a vincere o ad andarci vicino, sfidando ragazze con la metà dei suoi quarantotto anni. Chapeau! Si torna ben presto con i piedi per terra e con la testa a quello che abbiamo vissuto, ahinoi, da vicino, qualche mese fa: il terremoto che ha sconvolto l’Emilia Romagna e che ha provocato ingenti danni sia al territorio che a tutti gli abitanti, soprattutto delle zone nel modenese. Giò Di Tonno, in questa occasione, accompagnato oltre che dal maestro Nidi e dal quartetto d’archi, anche dal coro giovanile della Corale Verdi di Parma, diretto dal maestro Gregorio Pedrini, ha cantato la sua «Cento Fontanelle»: la canzone, che tratta del terremoto che ha devastato L’Aquila nel 2008, è stata dedicata a Jessica Rossi, oro nel tiro a volo a Londra 2012, che ha voluto dedicare il suo importante traguardo al popolo emiliano ed, in particolare, alla gente di Crevalcore, il paese dove abita. A premiare l’«Atleta dell’Anno» Jessica Rossi, che ha vinto la medaglia d’oro colpendo ben novantanove piattelli su cento, è stato il Presidente Nazionale dei Veterani dello Sport, Gian Paolo Bertoni, orgoglioso di poter riconoscere i meriti di una ragazza così straordinariamente adatta al premio «Sport Civiltà». Si spengono nuovamente le luci e parte una video-intervista, semplice, scherzosa, vera proprio come il protagonista della clip, uno che dice di sentirsi oramai un «veterano sportivo» e che chiede scusa a tutti se non poteva essere presente al Regio: Alex Zanardi, uno che sorride alla vita, ha deliziato i presenti, che hanno perdonato l’assenza del campione del Barilla Blu Team, vero e proprio trionfatore alle recenti Paralimpiadi di Londra 2012. Ed è proprio lo stesso Alex Zanardi, assente perché doveva registrare a Roma il programma che conduce sui Rai tre, «Sfide», ad introdurre gli altri due componenti del Barilla Blu Team, Vittorio Podestà, anch’egli tra gli atleti che hanno raccolto medaglie a Londra 2012, e Fabrizio Macchi, che è stato ingiustamente squalificato dalle Paralimpiadi, come poi è stato dimostrato troppo tardi. Una bella atmosfera sul palco, dunque, per la consegna dei premi «Sport Paralimpici»: a ritirare il premio di Zanardi è salito l’ingegner Gian Paolo Dallara, che ha contribuito alla creazione della handbike dello stesso Alex, che ha ricevuto il riconoscimento dal nostro Presidente Corrado Cavazzini; a premiare Vittorio Podestà, invece, è stato il Prefetto di Parma, Luigi Viana, mentre il trofeo a Fabrizio Macchi è stato dato dal Presidente dei Giovani Industriali della nostra città, Gian Paolo Ghiretti. L’introduzione alla terza parte di «Sport Civiltà» arriva con Giò Di Tonno che, insieme al coro giovanile della Corale Verdi di Parma, intona la struggente «Nuvolari» su immagini d’epoca, omaggio al cantante Lucio Dalla, scomparso lo scorso marzo, e collegamento ad hoc con il magico mondo roboante dei motori. E’ il momento, infatti, della premiazione dell’ingegner Piero Ferrari, figlio del mitico patron Enzo e Vicepresidente della Ferrari Automobili, che parla a ruota libera del mondiale di Formula 1 e che spera di svegliarsi a breve da campione del mondo, con Fernando Alonso (ahinoi, non sarà così…). E, dopo la consegna del premio «Sport e Lavoro» a Piero Ferrari da parte del Presidente della Cedacri, Sergio Capatti, è arrivato il momento forse più atteso, sicuramente quello più magico. A salire sul palco, infatti, è stata Margherita Hack: non tutti sanno che l’astrofisica italiana, con l’accento toscano, nota in tutto il mondo, è stata anche una grande sportiva. Oltre ad aver coltivato da sempre la passione per la bicicletta, con cui ha macinato chilometri e chilometri, fino a pochi anni fa (ora, ne ha novanta!), Margherita Hack ha vinto anche i Littoriali, i giochi sportivi che si svolgevano durante il fascismo: in quegli anni, chi trionfava, doveva giurare all’Italia e allo stesso fascismo, così come voleva Benito Mussolini, e anche lei, volendo portare a casa quella medaglia d’oro che tanto si era conquistata sul campo, giurò. «E’ stata una scelta sbagliata», ha dichiarato in seguito, ma questo è quanto. Una profonda chiacchierata insieme a Massimo De Luca e a Francesca Strozzi ha avvicinato tantissimo il pubblico alla Hack, che ha ricevuto anche la standing ovation dal Teatro Regio e che è stata premiata in seguito dal Presidente dell’Unvs Parma Corrado Cavazzini con la «Benemerenza Sportiva». Finale scoppiettante, dunque: dopo Margherita Hack, ecco l’ex arbitro internazionale di calcio Alberto Michelotti, un Veterano dello Sport doc, a ricevere il premio «Ercole Negri». Scelto dal consiglio direttivo dell’Unvs Parma come vincitore di questa categoria, Michelotti, introdotto da un video in cui si mostrava tutta la sua forza e il suo rigore…da arbitro, si è detto commosso di aver vinto questo premio dedicato all’amico Ercole, primo presidente e tra i fondatori della sezione di Parma dei Veterani dello Sport. Lasciata l’emozione da parte, poi, non ha lesinato racconti ed episodi, in rigoroso dialetto pramzan (parmigiano), di un calcio che non c’è più, prima di avere tra le mani il trofeo tanto ambito e consegnato dal Presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli e dal figlio di Ercole, Vittorio Negri. Chiusura in grande stile, come doveva essere per uno spettacolo così importante, con Giò Di Tonno e il coro giovanile della Corale Verdi di Parma che intonano, sulle note suonate dal maestro Alessandro Nidi e dal quartetto d’archi, «Viva l’Italia» di Francesco De Gregori, mentre scorrono sul maxischermo le immagini più significative della trentaseiesima edizione del premio «Sport Civiltà». Le emozioni sono state tante, anche quest’anno, finché non è calato il sipario. Adesso un attimo di respiro e via di nuovo verso la trentasettesima edizione…
Lucia Bandini