cop sport civ 2017Sport Civiltà, lo senti nell’aria: c’è attesa, spasmodica, viscerale, un fremito unico e non solo da parte di chi lo organizza. L’adrenalina, ce l’ha il pubblico, che da settimane chiede chi sono i premiati, chiede di prenotare i posti al Teatro Regio, chiede di essere presente e di partecipare. E noi, ormai, ci abbiamo fatto il callo a questa responsabilità: con gioia, con paura, con l’onore e gli oneri che comporta realizzare, fare ed avere la più bella manifestazione che l’Unione Nazionale Veterani dello Sport organizzi. La modestia, dirà qualcuno, l’avete lasciata a casa: no, direi. A casa, ci è rimasto chi può controbattere a questa frase perché il premio internazionale Sport Civiltà è veramente qualcosa di unico, di magico, che l’Unvs sogna, Parma sogna e, pure, l’Italia sogna. Giunto alla quarantunesima edizione, Sport Civiltà, la manifestazione organizzata dalla sezione di Parma dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport, presieduta da Corrado Cavazzini, con il patrocinio di Comune di Parma, Provincia di Parma, Camera di Commercio di Parma e Coni Nazionale e la collaborazione di numerosi «sostenitori», non sente il peso dell’età, proprio come i Veterani dello Sport di Parma…che, con passione e dedizione, lo organizzano e lo curano come se fosse un bambino. Un amore unico, totale, verso questo premio e oramai il pubblico lo ha anche capito e, soprattutto, le nostre famiglie lo hanno capito: non ci sono sabati e domeniche, non ci sono appuntamenti o feste: da ottobre, esiste solo l’organizzazione di questo “fiore all’occhiello” che non ha rivali.

Quasi mille persone al Teatro Regio, provenienti da tutta Italia, hanno potuto assistere, lunedì 13 novembre, all’evento principe dell’Unvs e partecipare alle emozioni che ha saputo regalare e gioire degli insegnamenti che ha saputo dare. Il cast dei premiati, che qualcuno in partenza aveva quasi criticato (perché ci deve essere sempre qualcuno pronto a storcere il naso…e, poi, a ricredersi!), ha dato emozioni a non finire: risate, spunti e persino lacrime…perché i fazzoletti, non sono rimasti in tasca nemmeno quest’anno. E, adesso, ci provo io ad emozionarvi almeno in parte, facendovi rivivere una serata da pelle d’oca.
Sipario chiuso. Entrano il conduttore Massimo De Luca e il primo dei premiati, l’ex campione del mondo di calcio a Spagna 1982 Fulvio Collovati: passeggiano come due vecchi amici, parlano dello sport più noto al mondo, azzardano sulla (ahinoi tragica) partita che ci sarebbe stata alla sera dell’Italia con la Svezia e poi la consegna del premio, della statuetta realizzata dallo scultore Alfonso Borghi. Il premio “Una vita per lo Sport” è stato consegnato dal Vescovo di Parma, Mons. Enrico Solmi, accompagnato dal Presidente della sezione di Parma dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport Corrado Cavazzini e, ovviamente, essendo il siparietto nerazzurro, data la grande…fede interista del Vescovo è stata da applausi, quasi come l’emozionante video, con le immagini di Collovati, cantate dal vivo dal coro delle Voci bianche, diretto da Beniamina Carretta, e l’esibizione dell’acrobata Alessandro Maida.
Un’anteprima stuzzicante, quella con Fulvio Collovati, che ha lasciato sul palco proprio De Luca e Cavazzini, che, così, hanno potuto salutare il pubblico e ringraziare una “squadra fortissima”, che li affianca durante i cosiddetti “lavori… in corso”.
Video di Massimo Zanetti, premio “Sport e Lavoro”. Un uomo, un imprenditore, tante storie da raccontare, tra curiosità varie e cose che non ti aspetti ma la signorilità arriva prima di tutto: dopo l’intervista, la consegna al “re del caffè” del premio da parte di Erico Verderi, Vicedirettore generale di Carisbo, banca del gruppo Intesa Sanpaolo.
Altro video, più musicale, più ritmato…per rimanere in tema con quello che succederà più tardi: la sigla è conosciutissima, lui anche. Alessandro Bonan, giornalista e conduttore di Sky, si mette in gioco e, dopo aver raccontato la sua vita a Massimo De Luca, si è messo a cantare: lui, giornalista, è tornato cantante nel tempio della lirica, intonando la sua “Il tempo che non c’è più”. Applausi doppi…data la doppia versione e premio “Radio e Televisione” ritirato dalle mani del Prefetto di Parma, Giuseppe Forlani.
Video. Telecronaca di Auro Bulbarelli (già premiato a Sport Civiltà) e splendide vittorie e successi, si parla di ciclismo, si parla di talento, si parla di Elena Pirrone e Letizia Paternoster. Le due ragazze, promesse e già certezze nel ciclismo juniores azzurre, reduci dai Mondiali di Bergen, hanno incantato il Regio, con la loro spontaneità, in un momento tutto rosa, con la conduttrice Francesca Strozzi. Premiate rispettivamente da Renato Dalla Riva, della Cedacri, e da Roberto Catelli, della Cft, la Pirrone e la Paternoster hanno dimostrato di avere grinta…anche sul palco.
Cambio di scena, improvviso. Nessuna premiazione. Entra sul palco del Regio una batteria e un bambino di appena nove anni, faccia simpaticissima ed un caratterino niente male. Si siede ed inizia a suonare il “Guglielmo Tell” in una versione decisamente più movimentata: è un trionfo, il pubblico è in estasi ed Edoardo Lovatti, questo il nome del giovanissimo musicista conosciuto ad Italia’s Got Talent, diventa una star del Regio.

Video. Altre volate, sempre nell’ambito del ciclismo, ma questa volta non si tratta della Paternoster e della Pirrone, si parla del “Re Leone”, Mario Cipollini. Elegante, simpatico, alla mano, Cipollini ha raccontato vari aneddoti e continuato a sorridere anche quando è stato premiato (con il riconoscimento “Una Vita per lo Sport”) dall’amico ed ex campione del mondo di ciclismo come lui, Vittorio Adorni.
L’influenza, invece, ha messo ko il premiato successivo, lo scrittore Carlo Lucarelli: raggiunto telefonicamente, ha comunque trovato le forze per scherzare con Massimo De Luca e promettere al pubblico di tornare per la prossima edizione…febbre, permettendo!
Momento spettacolo. Il regista, musicista o semplicemente “la mente” di Sport Civiltà, Marco Caronna, ha suonato una sua canzone, mentre l’acrobata Alessandro Maida, con la sua palla, ha tenuto tutti col fiato sospeso, regalando magie. Un intervallo, piacevole, che ha portato alla seconda, emozionante, parte della manifestazione.
Video. Qui il fiato è corto e le lacrime sono scese. Era inevitabile. Il video mostra un ragazzo magnifico, che si allena, che corre dietro ad un pallone. E’ un ragazzo che non c’è più. E’ Niccolò Galli, difensore di belle speranze, figlio di Giovanni, tragicamente scomparso in un terribile incidente stradale nel 2001. Un vuoto incolmabile. Le immagini scorrevano lente, mentre la cantante Silva Fortes, già vista ad X Factor, cantava David Bowie. Un colpo al cuore. Sul palco, è salito Giovanni a raccontare quanto ha fatto e continua a fare la Fondazione Niccolò Galli, a raccontare di suo figlio, a raccontare una tragedia che non si può spiegare. A premiarlo, mentre la moglie, la signora Anna, guardava dal suo palco, Roberto Arduini, Vicepresidente di Fondazione Monteparma.
Video. Partono le immagini cariche di neve e, in mezzo, si vede un grande, grandissimo, alpinista, Marco Confortola. Un grande, grandissimo uomo. Introdotto dal video e dal coro delle Voci Bianche, Confortola ha stregato il pubblico raccontando, con profonda umanità, la sua storia, le sue avventure, i suoi rischi e i suoi sogni. A premiarlo, con il riconoscimento “Ambasciatori dello Sport”, è il Presidente Nazionale dei Veterani dello Sport, Alberto Scotti.
Entra Daniele Cassioli, accompagnato dal regista Marco Caronna: Cassioli, si siede al piano e Caronna torna dietro le quinte. Parte il video, partono le immagini dei trionfi di Daniele Cassioli, immagini che lui non potrà vedere. Cassioli, campione plurititolato nello sci nautico, è non vedente dalla nascita ma non per questo rinuncia a scherzare, a suonare Steve Wonder o a spronare tutti a vivere con coraggio. Un’intervista bellissima, una lezione di vita, quella di Cassioli, a cui è andato il premio “Atleta dell’Anno” da parte del Vice Sindaco di Parma Marco Bosi.
Video. Un uomo da record, un capitano che si è praticamente tatuato la maglia crociata sulla pelle: Alessandro Lucarelli. Il difensore del Parma Calcio 1913 ha preso il giusto tributo da parte della città e raccontato il legame speciale che lo ha legato a Parma: a consegnarli il premio “Ercole Negri” (dedicato alla memoria del primo presidentissimo della sezione di Parma dei Veterani dello Sport), la nipote di Ercole, Camilla, accompagnata da Corrado Cavazzini (qui in duplice veste, di numero uno dei Veterani parmensi e di Parma Partecipazioni Calcistiche, l’azionariato diffuso del Parma Calcio). Non contento, Alessandro Lucarelli ha consegnato la propria maglia, quasi come fosse un passaggio di consegne, a due campioni dei Giovanissimi crociati, che, lo scorso anno, si sono laureati campioni d’Italia. A salire sul palco, anche il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, arrivato verso la fine della manifestazione per impegni a Roma ma comunque desideroso di salutare il pubblico presente.
Fine? No. A chiudere, sono stati nuovamente i bambini del coro delle Voci Bianche, che hanno intonato un coro alpino. Sul palco, però, oltre ai conduttori Massimo De Luca e Francesca Strozzi, il regista Marco Caronna e lo “staff”, l’ufficio stampa Lucia Bandini (l’altra “colonna”, Stefania Milani, era già impegnata nell’organizzazione della cena), i Vicepresidenti della sezione di Parma dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport Renato Amoretti, Paolo Gandolfi e Corrado Marvasi, il Presidente Corrado Cavazzini…e Vittorio Adorni, che, sul palco, al momento era ancora un settantanovenne e che quando leggerà questo articolo…li avrà superati (e non perché ho scritto troppo!!).
Che dire ancora? Niente, le parole non servono. Sport Civiltà è un qualcosa di speciale, di meraviglioso, un insegnamento per tutti, per chi lo vede e per chi lo organizza. E’ una soddisfazione. E’ un legame. E’ una tradizione. E’ tutto. E grazie a chi ci capisce e ci permette di realizzare un sogno, il nostro sogno.

Lucia Bandini